Storia del pastore belga - pastorebelga

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Groenendael

Possiamo affermare che, dei cani da pastore belgi, è il soggetto di maggiore diffusione e conoscenza.

Nel 1891 a Bruxelles venne fondato il CLUB DU CHIEN-DE BERGER BELGE e nel 1892 fu redatto il primo standard della razza. Negli anni a seguire, in seguito all’opera di alcuni dissidenti, si vennero a creare in Belgio più Società. Si instaurò un clima di grande confusione, per cui gli allevatori aderirono all’una all’altra Società. Fortunatamente, nel frattempo, la razza continuava a progredire raggiungendo una notevole uniformità. Finalmente poi nel 1920 si giunse ala formulazione dello standard definitivo. Alcune variazioni furono apportate ancora nel 1974 e dopo tale data vennero vietati gli accoppiamenti intervarietà.

Tornando al Groenendael si può affermare che il possedere una bellissima linea estetica, un bel pelame lungo, folto e nero, lo fa competere con i migliori cani da compagnia. Possiede un’intelligenza sorprendente, vivacissima, ed è stato addestrato in larga misura in molti Paesi come ausiliare della polizia, cane da valanga, cane guida per ciechi. Già nel 1920 il Corpo Vigilanza Notturna di Milano, si serviva dei Groenendaels per i servizi di pattuglia. All’Esposizione canina di Milano del 1924 vennero presentati 5 Groenendaels. E’ un cane coraggiosissimo, di estrema mobilità, è perfettamente idoneo per la difesa personale, è vigile, attento, infaticabile. Il carattere è equilibrato e sensibilissimo. Queste doti, unitamente al suo sguardo interrogatore e alla sua obbedienza rapida, ne fanno un cane ideale di utilità. La sensibilità e lo spirito di devozione fanno sì che sia un compagno affidabilissimo. L’allevamento del G. ha inizio dall’accoppiamento di una femmina, PETITE, di proprietà del sig. Nicolas Rose, proprietario del castello di Groenendael, con un maschio PICARD, appartenente al sig. M. Beermaert, segretario del Club du Chien de Berger Belge. Picard e Petite possedevano un folto mantello nero e quest’ultima anche una stellina bianca sul petto e la punta delle estremità dei piedi bianche. Nacque una omogenea e bella cucciolata da cui venne selezionato un maschio di nome DUC. Questo soggetto fu accoppiato con varie femmine e, data la conseguente ovvia consanguineità, si venne a costituire una discendenza molto omogenea con qualità fisiche e morali ottime e costanti.

Nel 1898 la Societè Royale de Saint Hubert, iscrive nei suoi libri d’Origine i "Petits Diables Noir" del sig. Rose. Davvero uno splendido riconoscimento per la perseveranza e la passione di quei primi pionieri della selezione di questa razza!

La storia dell’allevamento del belga in Italia, inizia negli anni finali del 1940 ed i primi anni del 1950. In tale periodo alcuni cittadini italiani importarono dei soggetti dal Belgio e dalla Svizzera. Erano ottimi cani e ottennero subito consensi e successi nelle esposizioni. Nacquero così i primi due allevamenti: quello del "PIRATA NERO" e quello di "MONT SALVAT". Comunque il primo G. giunto in Italia, ci dicono le cronache, fu Knox che nel 1949 fu proclamato Campione Italiano di Bellezza. L’allevamento del Pirata Nero nasce nel 1947 con l’arrivo in Italia di Urto. Nel 1949 questo cane diveniva Campione Italiano. Si ricordano di lui vari pregevoli discendenti, fra cui El Fuego. Questo G., nato e allevato in Italia, divenne Campione Assoluto.

L’allevamento di Mont Salvat nacque con l’importazione di Blacky du Chateau de Chillon. Dall’accoppiamento con Uba du Mont Sara nacque Axel du Mont Salvat che fu il primo pastore belga a conseguire il titolo di Campione Italiano di Lavoro nel 1953.

Si ricordano anche altri due allevamenti, quello dell’ "URLO" e quello del "MANTO NERO". Il primo produsse Kira dell’Urlo, che divenne Campionessa Assoluta.

Altri quattro allevamenti, sorti nei primi anni cinquanta, ebbero grande peso nella storia della selezione in Italia. Mi riferisco a quello di MONTEFULVO, ad Aosta, a quello del TEMPESTOSO, di G.M. Violi, della XWENSKA, di VALDARO. Spesso vi furono incroci fra stalloni e fattrici provenienti da questi allevamenti. Nacquero soggetti di pregio fra cui si ricordano: Cerro di Montefulvo, Ardenza, Artù, Brina, Raskol e Chandra del Tempestoso, Toto della Xwenska, Tehr di Valdaro, Moro di Valdaro,Unico, Afra e Unica.

Molti altri soggetti dovrebbero essere qui menzionati per le eccellenti doti che li contraddistinguevano.

Riportando l’attenzione sul panorama degli allevamenti ricordo quello di "VILDOR" e quello della "BOZZETTA". Da quest’ultimo allevamento proveniva Urto, Campione Italiano, Internazionale e Riproduttore. Durante la sua carriera conseguì 12 CAC e 21 CACIB.

Chiudiamo queste breve excursus arrivando agli anni ’60, poi è storia recente.

Tervueren

Per ciò che concerne questa varietà, riporto uno stralcio di ciò che scriveva G.M. Violi, allevatore con l’affisso del "Tempestoso".

"… Lo straordinario è che DUC del sig. N.Rose, non è solo il capostipite dei Groenedaels, ma anche dei Tervuerens." (Tervueren è una località alla periferia di Bruxelles).

Con ciò voleva intendere che un allevatore di nome Danhieux fece coprire una sua fattrice di nome Miss da Duc. Miss aveva un mantello a pelo fulvo e Duc era un pelo lungo nero. Da questa cucciolata venne selezionato MILSART, fulvo a pelo lungo. Questo fu il primo Tervueren del secolo scorso. Milsart venne accoppiato con la madre e le sue figlie. La consanguineità che venne a stabilirsi portò alla fissazione dei caratteri propri di questa varietà.

Purtroppo lo scoppio della guerra mondiale decimò i Tervuerens e la varietà potè essere "ricomposta", al suo termine, utilizzando qualche soggetto sopravvisuto e qualche soggetto nato da Malinois (la terza varietà dei pastori belgi, di cui tratterò di seguito).

Cito Minox, un Tervueren nato da due Malinois, che fu accoppiato con femmine fulve a pelo lungo.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la varietà subì ulteriori danni. Per ricostruirla furono nuovamente utilizzati Groenendaels, Malinois, e accoppiamenti intervarietà.

Vorrei a questo punto precisare che possono nascere dei Tervuerens da due Malinois perché il carattere del pelo lungo è recessivo rispetto a quello del pelo corto.


Malinois

Eccoci alla varietà a pelo corto. Il nome è dato dalla sua provenienza dalla regione nord-occ. del Belgio, Malines.

E’ il cane da lavoro per eccellenza. E’ obbediente, intelligente e fedele. Non ha la stessa diffusione delle due precedenti varietà. Ritengo che ciò sia esclusivamente dovuto ad un fatto di generale disinformazione. Personalmente mi è capitato più volte di essere a spasso con i miei Malines e sentirmi chiedere "che razza di lupetto è?"

Ormai sono molti i soggetti di pregio prodotti dai nostri allevatori. Essi svolgono eccellenti prove di lavoro in competizioni a livello mondiale e sono comunque ed ovviamente ottimi compagni di vita. Apprezzo il loro carattere forte e volitivo, la bella morfologia con una solida muscolatura rilevata e definita. Vorrei anche dare qualche piccola nota di genetica a beneficio di coloro che mi domandano come mai a volte ci si imbatte in un soggetto belga nero a pelo corto.

Era il 22 ottobre 1929 quando il Berger Belge Club riconobbe ufficialmente il cane da Pastore Belga a pelo corto e nero.

Molti studiosi si sono occupati di questo "tipo" di pastore. Personalmente ho prodotto parecchi apprezzabili soggetti corrispondenti al tipo nero a pelo corto.

Li ho ottenuti accoppiando un nero a pelo lungo omozigote con una femmina Malinois. E’ questo un evento che in genetica si definisce CROSSING OVER. Ovvero: i caratteri pelo corto e fulvo (nel Malinois), non sono scindibili, non possono staccarsi a meno che non intervenga uno scambio. Si verifica quindi che due geni associati si stacchino e vengano trasmessi separatamente.

Mi dispiace affermare che, forse a causa di una non completa omogeneità nella loro discendenza (mi riferisco principalmente alla lunghezza del pelo), non possono essere inseriti nella cinofilia ufficiale.

I miei soggetti peraltro, incontrano il favore del pubblico. Sono in tutto e per tutto dei pastori belgi, caratterialmente e morfologicamente. …e sono molto belli!


Laekenois

…E parliamo un po’ dell’ultima, assai poco conosciuta, varietà che prende nome dal castello di Laeken (nel sobborgo di Bruxelles). I Laekenois, cani da pastore per le greggi, come del resto le altre tre varietà, furono allevati in consanguineità da una famiglia di nome Jansen, che risiedeva in tale località.

In questo primo allevamento si avevano soggetti con caratteri fisici e morali ben definiti e costanti. Possedevano belle orecchie piccole e triangolari, ben inserite, muscolatura forte, costituzione robusta, carattere deciso ma equilibrato. Questi stessi si riscontrano nei nostri odierni soggetti.
Capostipite di questa varietà fu VOS, pensate un po’, bisnonno e trisnonno di due Malinois.

Personalmente non possiedo soggetti Laekenois. Inoltre la loro diffusione in territorio italiano è limitata e "estesa" solo a pochi estimatori della varietà.


 
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